Curiosità

Artisti dimenticati: Cosimo Gamberucci

Gamberucci Michelangelo e Francesco IIl quarto appuntamento con la rubrica di Lorenzo Sieni Artisti dimenticati ha come protagonista il pittore tardo manierista fiorentino Cosimo Gamberucci, che fu allievo di Santi di Tito, dal quale mutuò alcuni tipici elementi della Controriforma, tra cui il delicato arcaismo, il vivace cromatismo, la piana e limpida narratività e la serena monumentalità.

 



Cosimo Gamberucci (Firenze, 1560 circa - 1621) si iscrisse all'Accademia del Disegno nel 1578 e fu attivo a Firenze e in varie parti della Toscana, sempre seguendo gli ultimi, brillanti sprazzi manieristici dello studiolo di Francesco I. Presente in alcune decorazioni del tempo, tra cui gli affreschi nel chiostro grande di Santa Maria Novella, in Casa Buonarroti (Francesco de' Medici e Michelangelo, 1615-17 - immagine a sinistra) e nel presbiterio del Duomo di Pisa (Banchetto di Assuero), le sue opere più significative sono principalmente pale d'altare. La sua più antica pala, firmata e datata 1595, è l'Adorazione dei pastori nella pieve di Santa Maria a Dicomano (immagine in basso), un dipinto aderente ai dettami della Controriforma - che esigevano modi semplici e chiari, perfettamente comprensibili a tutti -, ma allo stesso tempo carico di significati sottili (il piccolo pastore con l'agnello in braccio potrebbe essere identificato come San Giovanni Battista, la bestiola che tiene con sé è il simbolo del sacrificio di Cristo sulla croce, mentre le uova offerte dal pastore sulla sinistra rimandano alla Resurrezione).

Gamberucci Adorazione pastori

Altre importanti opere realizzate dal Gamberucci sono: il Martirio di San Bartolomeo in Santa Verdiana a Castelfiorentino (1590 circa), il San Pietro guarisce lo storpio alla Galleria dell'Accademia, i Funerali di Sant'Alessio nella chiesa di Santa Trinita a Firenze (1605 ca.), la Crocifissione di San Pietro per la Certosa del Galluzzo (1610), l'Assunta nella collegiata di Montecarlo (1610), la Resurrezione di Lazzaro nel duomo di San Miniato (1614), la Natività di Gesù nella chiesa Santa Maria Maddalena dei Pazzi a Firenze (1618) e il San Marziale nel duomo di Colle Valdelsa (1619). 

 

Lorenzo Sieni

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